Tunisia: Kais Saied a capo dello Stato, ma il futuro resta incerto

I due turni delle Presidenziali in Tunisia, avute tra lo scorso 15 settembre e 13 ottobre, hanno portato all’ascesa di Kais Saied, un personaggio lontano dall’establishment politico e considerato un “uomo nuovo”, “atipico” e “anti-sistema”. Il nuovo presidente ha portato a casa il 72,71% dei voti, ricevendo consensi da un elettorato variegato e sparso all’interno di tutto il paese, testimoniando la lontananza e la rabbia della popolazione nei confronti della classe politica, in particolar modo dei giovani.

Chi è il professore Kais Saied?

Kais Saied, 61 anni e professore di diritto costituzionale, ha ottenuto una vittoria schiacciante al ballottaggio con il magnate ed imprenditore Nabil Karoui, tra l’altro incarcerato lo scorso agosto con l’accusa di riciclaggio ed evasione fiscale, motivo per cui è stato obbligato a condurre indirettamente la sua campagna elettorale, con il supporto della moglie e la sua rete televisiva Nessma.

Il  personaggio di Saied, sconosciuto ai più, è riuscito a catalizzare la rabbia dei giovani ed in generale di una popolazione delusa da anni di politica del consenso di élites e lontana dalle reali necessità della popolazione tunisina, attraverso una campagna elettorale fatta in prima persona, senza il sostegno di altri partiti o di un gruppo di lavoro. Una campagna elettorale praticamente “porta a porta”, basti pensare che il deposito richiesti dalla commissione elettorale per presentare una candidatura, 10mila dinar, circa 3 mila euro, li ha raccolti all’interno della sua famiglia.

È importante inoltre sottolineare il fatto che neanche il defunto presidente Essebsi, scomparso lo scorso luglio, è riuscito ad ottenere un tale consenso, nonostante fosse il primo presidente democraticamente eletto in Tunisia a seguito della Rivoluzione dei Gelsomini del 2011. Saied si è presentato sin dall’inizio come antagonista della classe politica tradizionale, attaccato ai principi dell’incorruttibilità, della sicurezza nazionale e del rispetto della legge.

Kais Saied: un personaggio apprezzato dai giovani tunisini

Secondo gli osservatori delle elezioni politiche appena giunte al termine, sono state l’apertura e la propensione per stabilire una maggiore equità ad aver avvicinato i giovani tunisini che, hanno visto in Saied un leader onesto, in grado di offrire loro un futuro migliore, soprattutto in materia di occupazione, tenendo presente la situazione tunisina che vede la disoccupazione giovanile ormai attestarsi oltre il 15%. Durante la sua rapida ascesa, il neopresidente ha promesso di combattere la corruzione e promuovere la giustizia sociale, proclamando il diritto all’assistenza sanitaria e all’acqua come pilastri della sicurezza nazionale, nonché l’istruzione come “arma” all’estremizzazione dei giovani.

Nonostante queste buone premesse in materia di riformismo, Saied non ha mai nascosto il suo conservatorismo in materia di questioni sociali, per esempio per quanto riguarda l’opposizione all’uguaglianza tra generi in materia di eredità, promossa invece dall’ex presidente Essebsi, la reintroduzione della pena di morte e la scarsa tolleranza nei confronti degli omosessuali. In particolare, il progetto politico presentato durante il discorso d’investitura, mira principalmente a mettere al centro il cittadino, attraverso elementi di democrazia diretta ed a realizzare la decentralizzazione, conferendo maggiore potere ai rappresentanti ed organismi locali.

Elezioni legislative: frammentazione ed incertezza

Le elezioni legislative hanno invece visto emergere il partito islamista moderato Ennhada, sostenitore dell’elezione di Saied e seguito dal partito di Karoui “Qalb Tounes” (Cuore della Tunisia) con 38 seggi. Ciò nonostante, il partito vincitore delle elezioni non ha ottenuto i 109 seggi necessari per la costituzione della maggioranza di governo, bensì solo 51 seggi. Ciò implica che, se nel giro di poche settimane, Ennhada non riuscisse a costituire la maggioranza parlamentare, il neopresidente sarà costretto ad indire nuove elezioni o incaricare un’altra forza politica. Tale frammentazione, rende difficile comprendere cosa succederà nel prossimo futuro politico della Tunisia; il rischio imminente è infatti che non si riesca a formare una maggioranza parlamentare, facendo crollare la già scarsa fiducia dei cittadini tunisini. In questo senso, Ennhada ha sottolineato la necessità di formare un governo di salvezza nazionale, coinvolgendo presumibilmente anche “Qalb Tounes”, il secondo partito vincitore emerso dalle recenti elezioni; una possibilità però non ben vista dal suo fondatore, Nabil Karoui, il quale ha accusato Ennhada di aver contribuito alla sua incarcerazione durante le elezioni e di conseguenza alla sua sconfitta elettorale.

Per ulteriori approfondimenti, si rimanda ai seguenti articoli:

https://www.aljazeera.com/news/2019/10/kais-saied-tunisia-president-191022150707200.html

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