Sviluppo sostenibile: definizione

Lo sviluppo sostenibile, secondo la definizione pubblicata dalla Commissione Bruntland nel lontano 1987, ovvero la commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo, rappresenta una crescita nel soddisfacimento dei bisogni delle generazioni presenti senza però danneggiare quelle future

Questa definizione potrebbe risultare poco chiara per chi non si fosse mai avvicinato all’argomento o per chi ne sapesse poco :proviamo ad approfondire.

Il concetto di sostenibilità riconosce allo sviluppo economico e alle attività produttive un ruolo importante nel progresso purché si svolgano nel rispetto dei sistemi naturali e tengano in considerazione la salvaguardia dell’ambiente e dei diritti sociali. 

Quando si parla di sviluppo sostenibile è indispensabile pensare all’impatto che l’uomo, negli anni, ha avuto sull’ambiente. L’equilibrio ambientale è sempre stato altamente influenzato dalle conseguenze delle attività umane

Tali attività hanno sovente alterato gli equilibri naturali con conseguenze pesanti soprattutto in termini di inquinamento. Fenomeni come l’effetto serra e il buco nell’ozono sono sintomi di un ambiente sofferente e maltrattato da tanti, troppi anni. 

Storia dello sviluppo sostenibile

Il ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare fissa alcune tappe fondamentali attraverso cui si è sviluppato il dibattito sullo sviluppo sostenibile 

La tematica della tutela ambientale emerge intorno agli anni 70 del secolo scorso; infatti nel 1972 viene organizzata a Stoccolma la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente Umanoalla quale seguirono numerose altre iniziative. 

In questa prima conferenza vengono delineati alcuni principi fondamentali e tracciate le linee guida per i governi degli stati aderenti all’iniziativa riguardante l’eguaglianza e il diritto a adeguate condizioni di vita. Prende vita l’UNEP, il programma delle Nazioni Unite sui problemi ambientali che ha lo scopo di coordinare e promuovere le iniziative ONU relative alle questioni ambientali. 

Nel 1987 nella pubblicazione “Our common future” prende forma il Rapporto Bruntland, elaborato dalla WCED (Word Commission on Environment and Development) nel quale viene enunciata la prima definizione di sviluppo sostenibile :per la prima volta sviluppo e ambiente non vengono più considerate due dimensioni parallele. 

Nel 1989 l’OMT chiarisce il concetto di sostenibilità anche nell’ambito turistico: “Lo sviluppo sostenibile del turismo va incontro ai bisogni dei turisti e delle aree ospitanti attuali e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. Esso deve essere il principio guida per una gestione delle risorse tale che i bisogni economici, sociali ed estetici siano soddisfatti e contemporaneamente possano essere preservati l’integrità culturale, gli equilibri fondamentali della natura, la biodiversità e il sostegno al miglioramento della qualità di vita”.

Il 1992 è un anno molto importante per la sostenibilità perché, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro, vengono elaborati 5 importanti documenti:

  • la dichiarazione di Rio de Janeiro su Ambiente e Sviluppo: delinea le responsabilità, i diritti e i doveri da parte di tutte le nazioni mondali verso la sostenibilità;
  • la dichiarazione di Principio sulle Foreste; 
  • la Convenzione sui Cambiamenti Climatici; 
  • la Convenzione sulla Biodiversità; 
  • l’Agenda 21

Un’altra data da incorniciare per il cammino verso uno sviluppo sostenibile è il 1997, l’anno del protocollo di Kyoto, un accordo internazionale ideato per contrastare il riscaldamento climatico. L’obiettivo del protocollo era quello di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra (in particolare di gas quali metano, anidride carbonica, protossido di azoto, per fluorocarburi ecc). 

Il protocollo di Kyoto è entrato in vigore solo nel 2005 e si è concluso nel 2012 portando risultati soddisfacenti. 

Durante gli anni 2000 sono state organizzate diverse altre conferenze per mantenere vivo l’interesse sulle problematiche ambientali ma c’è una data importante da ricordare per il nostro paese. 

Nel 2006 a Bruxelles viene presentata la “Strategia europea per lo sviluppo sostenibile” nella quale vengono enunciati ed esaminati dei concetti cardine quali :

  • cambiamenti climatici ed energia pulita;
  • consumo e produzione sostenibili;
  • conservazione e gestione delle risorse naturali e povertà mondiale;
  •  sfide dello sviluppo.

Nello stesso anno la normativa Italiana ha introdotto il concetto di sviluppo sostenibile (decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006)  affermando che:” Ogni attività umana giuridicamente rilevante deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future”.

Esempi di sviluppo sostenibile e sostenibilità ambientale in Italia e all’estero

Nonostante la strada da percorrere verso la sostenibilità sia ancora molto lunga, la sensibilità dell’opinione pubblica nei confronti di questa tematica è aumentata anche nel nostro paese. Un esempio eclatante di una nuova sensibilità può essere rappresentato dalla raccolta differenziata per il riciclo dei rifiuti

I dati confermano l’Italia una delle migliori nazioni per qual che riguarda la raccolta differenziata. 

Questo sistema di riciclo è nato dall’esigenza innanzitutto di limitare la crescita delle grandi discariche che sono fonte di inquinamento, ma soprattutto cercare di produrre una quantità minore di rifiuti come quelli di plastica che inquinano i nostri mari. 

Ridurre la produzione di rifiuti e dare una seconda vita agli scarti equivale a darne una anche al nostro ambiente. 

Il 25 Settembre 2015 è stato un gran giorno per la salvaguardia del nostro ambiente: le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile nella quale sono enucleati i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030 di cui almeno 10 direttamente connessi con l’agricoltura.

Tra questi obiettivi c’è “la vita sott’acqua”, per aiutare a conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Il 16% degli ecosistemi marini del mondo risulta essere a rischio: anche la pesca intensiva sta creando notevoli danni ad ecosistemi e a biodiversità. 

Purtroppo è un argomento molto complesso e delicato per cui non esistono rimedi facili: molti organismi internazionali compresa l’ONU, stanno facendo molto per poter attuare un piano mondiale di emergenza. 

Un altro esempio di sostenibilità è senza dubbio l’impegno verso la produzione di energie rinnovabili. 

L’impegno di Agricord nello Sviluppo sostenibile 

Agricord, fondata nel 2003, è l’Alleanza globale di agri-agenzie non governative che fanno parte di organizzazioni nazionali di agricoltori provenienti da diverse parti del mondo. Obiettivo dell’alleanza è garantire agli agricoltori condizioni di parità sia politica che economica e migliorare la sicurezza dei mezzi di sussistenza nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. 

Partecipano al progetto Agricord: Belgio, Brasile, Canada (Quebec), Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Senegal, Spagna, Svezia e Asia (11 Paesi asiatici).

La convinzione di Agricord è che le associazioni e le cooperative agricole contribuiranno alla creazione di società più democratiche, ad una maggiore crescita economica e ad una distribuzione più equa e più inclusiva del reddito e della ricchezza, grazie al maggiore coinvolgimento dei piccoli agricoltori.

In alcune aree in via di sviluppo, inoltre,  il settore agricolo si sta lentamente spegnendo : l’altro obiettivo di Agricord è proprio la lotta contro la povertà da perseguire tramite il miglioramento della competitività e lo sviluppo del settore agricolo.

Agriagenzia e lo sviluppo sostenibile

Sviluppo Sostenibile esempi

Agricoltura è Vita (AèV) è l’associazione no profit di CIA-Agricoltori italiani che opera dal 1962 per la formazione tecnica, ricerca e divulgazione della conoscenza a beneficio degli imprenditori agricoli, lavoratori, operatori tecnici, funzionari e manager delle organizzazioni agricole in Italia.

CIA-Agricoltori Italiani è una delle più grandi organizzazione agricole non solo in Italia ma anche in Europa contando quasi 1 milione di membri associati. 

Nel Maggio del 2018 Agricoltura è vita è entrata a far parte di Agricord in un progetto di impegno nello sviluppo di giovani imprenditori agricoli nel Mediterraneo e in Africa sub-sahariana.  

AèV opera per la realizzazione del progetto “Agenda 2030 che contiene i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro, appunto, il 2030. 

Il settore agricolo rappresenta la principale fonte di occupazione (69%) nei paesi a basso reddito. Da qui si evince la necessità di investire sull’efficienza dei sistemi agricoli sempre in vista di un presente ed un futuro incentrato sullo sviluppo sostenibile

In questa ottica la crescita del settore agricolo e lo sviluppo della cultura d’impresa rappresentano il fattore centrale per il potenziamento economico di molti Paesi. 

Lo scopo dell’Agriagenzia è infatti quello di combattere la povertà nel settore agricolo nei paesi in via di sviluppo, tramite la crescita dell’imprenditorialità agricola avviando progetti di formazione, consulenza e assistenza tecnica. Non solo: AèV vuole incarnare un nuovo modello delle relazioni umane, economiche e sociali nelle aree rurali che garantisca crescita e tutela al settore agricolo e a tutti i protagonisti che ne fanno parte.

Conosciamo bene il potenziale agricolo dell’Italia, un patrimonio che ha sicuramente bisogno di essere valorizzato non solo al livello locale ma mondiale.  Ma le priorità geografiche di AèV non sono solo nazionali: tra i paesi di riferimento per l’avvio delle attività saranno in Tunisia, Albania e Marocco. 

In questi paesi, nel quale il tasso di emigrazione è alto, AèV vuole fornire un contributo verso il contenimento della “migrazione economica” creando delle opportunità occupazionali anche in questi paesi rafforzando le organizzazioni e le cooperative agricole locali

AèV investe principalmente nelle micro-piccole aziende familiari o cooperative puntando, però, sempre ad un mercato non solo regionale ma anche nazionale. Lo scopo è quello di rappresentare un partner nello sviluppo agricolo in aree strategie svolgendo la funzione di tramite tra le organizzazioni agricole locali e le Istituzioni Italiane in accordo sempre con gli interventi dell’Unione Europea. 

AèV attua lo stesso modello Agricord del Farmer to Farmer in un approccio che si basa sulla valorizzazione del ruolo delle aggregazioni locali di agricoltori e della partnership alla pari per la co-progettazione e realizzazione delle iniziative. Questo significa che sono le stesse organizzazioni agricole locali ad essere partner delle iniziative di sviluppo degli associati nelle attività proposte dalle organizzazioni agricole stesse. 

La digitalizzazione e l’innovazione nel campo agricolo sono un altro settore di cruciale interesse per AèV nella formazione di giovani e donne imprenditori agricoli

Quante start-up nascono nell’ambito agricolo che hanno bisogno di sostegno, formazione e finanziamento? L’obiettivo di Agriagenzia è sostenere il futuro e le idee dei giovani e farlo in un’ottica di internazionalizzazione valorizzando le competenze tecniche delle nostre aziende in tutto il mondo. 

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