L’importanza dello sviluppo agricolo rurale nel contesto socioeconomico

L’agricoltura ha un ruolo decisamente rilevante nell’economia. La crisi del 2008 ha inevitabilmente influito anche sul settore primario: il forte abbattimento dei consumi alimentari da parte delle famiglie ha rappresentato una notevole perdita per l’agricoltura pur mantenendo sempre attivo il guadagno sull’export. 

In Italia le aziende agricole sono circa 1,6 milioni (dato Istat) ma quelle che hanno una dimensione economica superiore a 15.000 euro annui sono solo 425.000. Questo significa che solo ¼ delle imprese sono realmente orientate al mercato. Le aziende giovani in Italia sono solo il 10% ma nonostante questo hanno un potenziale produttivo molto più alto delle altre. 

Ad oggi l’agricoltura è il fulcro dell’economia nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo e svolge un ruolo di rilevante importanza anche nei paesi più poveri: per oltre 850 milioni di persone sottoalimentate, l’agricoltura rappresenta un mezzo per sfuggire alla fame. 

Nelle zone rurali più disagiate il settore agricolo rappresenta la prima fonte di guadagno. Da qui si evince l’importanza, per il contesto socio-economico, di investire sullo sviluppo agricolo non solo nei paesi in via di sviluppo ma anche in quelli più arretrati. 

Per questi paesi lo sviluppo agricolo può rappresentare una grande fonte di crescita economica che può attirare investitori stranieri e nazionali oltre che scambi economici tra paesi. 

Lo sviluppo agricolo e rurale nell’ambito della cooperazione internazionale

Nei paesi a basso reddito il settore agricolo copre circa il 69% dell’occupazione, in contrapposizione ai paesi più industrializzati dove il settore agricolo possiede percentuali decisamente più basse. 

In questa ottica e nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e nella realizzazione dei 17 Obiettivi contenuti nel progetto Agenda 2030, è fondamentale la cooperazione internazionale. A fare da contorno a questo scenario ci sono anche molte sfide attuali che non possono essere ignorate: l’aumento demografico, l’urbanizzazione, il rallentamento della crescita economica, il calo dell’espansione commerciale, cambiamenti climatici e del territorio. 

La cooperazione internazionale prende vita in eventi come il G7, la riunione internazionale dei paesi più industrializzati del mondo istituita nel 1975.

Il tema dello sviluppo agricolo si è posizionato, negli ultimi anni, al vertice dell’agenda politica mondiale occupando una posizione centrale nelle discussioni di interesse globale. 

Già nel G8 del 2009 tenutosi in Italia (L’Aquila) è stato affrontato il tema dello sviluppo dei paesi poveri, delle politiche sociali, del commercio internazionale, della sicurezza alimentare e dell’acqua ed è stato cercato un modo per studiare come migliorare la cooperazione agricola con i paesi in via di sviluppo come l’Africa. 

In occasione del “G-8” dei ministri agricoli del 2009, la Cia-Agricoltori Italiani e la Federazione Internazionale dei Produttori Agricoli hanno promosso il “G-14” agricolo tra le delegazioni delle organizzazioni agricole di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, India, Brasile, Messico, Sud-Africa, Egitto, Cina e Russia.  Dal confronto dei maggiori leader agricoli mondiali è emersa una piattaforma di proposte ed indicazioni per combattere l’emergenza alimentare, riportare equilibri sui mercati internazionali, far crescere l’agricoltura nei Paesi in via di sviluppo, rafforzare la centralità della produzione agricola e il ruolo sempre più importante degli agricoltori, presentata in seguito all’attenzione dei Ministri.

Negli ultimi 10 anni sono stati stanziati diversi miliardi di dollari per aiutare i paesi più vulnerabili a sostenere la produzione alimentare. 

Durante il G7 tenutosi in Giappone nel 2016 è stato riaffrontato questo tema così caldo delineando, tra le questioni più centrali, alcune priorità riguardanti lo sviluppo agricolo: 

  • Aumentare le possibilità per i giovani e per le donne all’interno del settore agricolo in una prospettiva equa e libera 
  • Rendere gli agricoltori più formati e qualificati e di conseguenza più competenti 
  • Valorizzare le innovazioni tecnologiche per lo sviluppo di attività d’impresa 

Anche le grandi istituzioni internazionali come la FAO svolgono un ruolo di fondamentale importanza nell’aiutare i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione a modernizzare e migliorare l’agricoltura.

Tra le attività cardine della FAO c’è quella di elaborare e divulgare informazioni, offrire competenze politiche, fornire un luogo d’incontro per le nazioni. Il suo ruolo è quello di linea guida all’interno del processo di sviluppo agricolo e sostenibile cercando di formare e sensibilizzare gli imprenditori e di creare un ecosistema favorevole per gli investimenti anche privati. 

Ad impegnarsi verso la realizzazione di questi obiettivi comuni non ci sono solo le grandi potenze organizzative ma anche delle realtà locali e nazionali che cercano di agire sul proprio territorio sempre guardando ad una visione cooperativa globale. 

AèV è un associazione no profit che opera in Italia dal 1962 con l’obiettivo di affermare il valore dell’agricoltura come bene comune della società. 

Per poter innalzare un settore così cruciale per l’economia globale non si può non operare guardando anche oltre i propri confini. AèV fonda infatti la sua attività (formazione tecnica, ricerca e divulgazione della conoscenza a beneficio degli imprenditori agricoli, lavoratori, operatori tecnici, funzionari e manager delle organizzazioni agricole) sul dialogo internazionale.

Lo scopo è quello di rendere gli agricoltori leader del settore alimentare in tutto il mondo valorizzando tutti i paesi che hanno un forte potenziale agricolo.   

L’impegno di AèV Agriagenzia: lo sviluppo agricolo in Albania, Tunisia e Marocco

AEV opera per la piena realizzazione dell’Agenda 2030 per gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite.

L’obiettivo ispiratore delle iniziative è il consolidamento di un nuovo modello delle relazioni umane, economiche e sociali nelle aree rurali, che guardi alla sostenibilità di lungo periodo della produzione agricola solidamente legata al territorio rurale ed ai valori delle comunità locali, nelle quali i giovani e le donne, rappresentati da organizzazioni agricole solide e democratiche, siano pienamente integrati ed esprimano liberamente le proprie potenzialità, dove le famiglie agricole possano trovare la possibilità di una vita dignitosa e sicura.

Lo sviluppo dell’agricoltura e della cultura d’impresa è il fattore centrale per lo sviluppo economico e sociale generale dei Paesi. La povertà si concentra nelle aree rurali e da lì, per le ragioni di scarsa occupazione, scarso accesso al cibo, desertificazione e drastica riduzione dei suoli aggravate dai cambiamenti climatici, si muovono le dinamiche di esodo rurale, urbanizzazione, e sempre più spesso migrazione.

Quale agricoltura

L’agricoltura familiare, rispettosa dell’ambiente, diffusa sul territorio, equa nella distribuzione del valore tra i produttori agricoli, costituisce, come già riconosciuto da molte Istituzioni internazionali, il principale asset su cui fondare uno sviluppo duraturo e sostenibile in termini ambientali e umani delle aree rurali.

In quanto espressione della CIA-Agricoltori Italiani, l’Agriagenzia ritiene fondamentale sostenere l’aggregazione degli agricoltori in associazioni.

Le priorità geografiche di intervento si legano strettamente alle relazioni geografiche, sociali, economiche del nostro Paese: Mediterraneo ed area balcanica.

La sponda meridionale del Mediterraneo, è il territorio di arrivo di milioni di persone, da Sud (Africa Subsahariana) e da Est (Siria, Iraq, Palestina), alla ricerca di futuro. Diverse ragioni, economiche e politiche, come noto, spingono alla fuga dai Paesi di origine: la “migrazione”, cosi viene definita la reale tratta umana, riguarda un numero crescente di persone che giacciono in condizione di schiavitù e di sfruttamento pur di attraversare il Mediterraneo e raggiungere le coste europee.

L’area balcanica europea è da anni impegnata nel processo di democratizzazione e modernizzazione economica. Di fatto, nonostante la vicinanza all’Ue ed a condizioni economiche ritenute generalmente stabili, in alcune aree geografiche la popolazione rurale grava ancora in condizioni di inaccettabile povertà (ad esempio, Moldova, Albania), aggravata, dopo la caduta del regime sovietico, dalla polverizzazione della proprietà fondiaria senza alcun sostegno alla creazione di impresa. Peraltro, proprio in queste aree, l’esperienza della collettivizzazione forzata ha portato ad una diffusa diffidenza verso l’aggregazione agricola, le cooperative, le organizzazioni di rappresentanza.

L’Agriagenzia opererà in Albania per la creazione di opportunità imprenditoriali nel settore agricolo a beneficio dei giovani agricoltori locali e per la creazione di una cooperativa agricola, al fine di accrescere il valore aggiunto e sostenere la permanenza delle giovani generazioni nel Paese. Nell’area nordafricana l’Agriagenzia promuoverà iniziative di collaborazione con le associazioni agricole locali per la formazione, l’occupazione agricola e la creazione di start up.

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