COVID in Africa: l’epidemia diversa

Articolo scritto da Giovanni Carbone, ISPI Head Africa Programme, e Professore, Università degli Studi di Milano sulle conseguenze economiche e democratiche della pandemia nei paesi africani giovani però affrontando già altre sfide sanitarie, con economie connesse alla domanda globale però dove l’attività lavorativa serve da guadagnare un sostentamento giornale, paesi anche spesso sulla via di un transizione democratica e attualmente lacerati tra le tentazioni della deriva autoritaria e le proteste popolari.https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/covid-africa-lepidemia-diversa-26622

Un articolo che si inserisce nella continuità della discussione online del 27 maggio “Covid in Africa: tutta un’altra storia?”, con Giovanni Carbone,  e Massimo Zaurrini, Direttore, Africa e Affari e Infoafrica organizzata da ISPI per le imprese. Il dibatto ha evidenziato la natura diversa e il minore impatto economico del lockdown sulle economie africane bensì più vulnerabili ed esposte ad altre sfide sanitarie e ambientali come l’invasione di cavallette del deserto.

Alcuni elementi importanti da considerare:

  • Il rallentamento dell’economia africana durante il Covid è connesso alla diminuzione degli investimenti stranieri diretti (FDI), al calo della domanda globale per i prodotti africani, alla diminuzione del turismo e al calo significativo delle rimesse.
  • La vulnerabilità economica alle variazioni esogeni legate ai flussi commerciali e finanziari mondiali è molto diversa da un paese all’altro. Più un paese è commercialmente legato alla Cina e più esporta prodotti verso la Cina, più importante è stato il rallentamento economico dovuto al Covid. La Repubblica del Congo, la Guinea Equatoriale, il Gabon, la Zambia e la Mauritania sono tra i paesi i più colpiti del Covid al livello commerciale.

  • Su 54 paesi africani, 15 sono esportatori netti di bene alimentari come il tè, il caffè, le banane o gli arachidi. Inoltre, la necessità di importare prodotti agricoli di base come il grano riguarda quasi tutti i paesi africani. Questa dipendenza commerciale, combinata alla perturbazione dei sistemi agricoli nazionali e alla speculazione, ha portato a un’inflazione dei generi alimentari di base. Per esempio, a Khartoum, il prezzo della farina è quadruplicato in meno di una settimana.
  • Il Covid ha accelerato alcuni processi in corso come l’orientamento delle attività agroalimentari dal mercato mondiale verso la trasformazione dei prodotti alimentari per il mercato nazionale o regionale. In questo contesto, appare necessario navigare su questa dinamica per aumentare il commercio dai beni alimentari di prima necessità intra-africano al fine di rafforzare la sicurezza alimentare e la resilienza agli shock globali. L’attuazione del ‘Accordo di Libero commercio interafricano (AfCFTA) che avrebbe dovuto prendere effetti durante il periodo del covid, fornisce un quadro completo per l’attuazione di risposte a breve termine per alleviare la pressione sui sistemi alimentari nazionali, nonché per collegare i vari sistemi di produzione agricola del continente africano.


Per saperne di più sul AfCFTA:

http://www.fao.org/fsnforum/activities/discussions/AFCFTA

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