API, AGRICOLTURA E CAMBIAMENTI CLIMATICI: le preoccupazioni al centro dell’assemblea La Spesa in Campagna
La spesa in campagna è l’associazione promossa da CIA-Agricoltori italiani, che opera per valorizzare i territori, la filiera corta e la qualità dei prodotti agricoli, attraverso le aziende aderenti al circuito. Il 4 dicembre, si è tenuta presso l’Auditorium Giuseppe Avolio a Roma, l’assemblea La spesa in campagna, intitolata “API, AGRICOLTURA E CAMBIAMENTI CLIMATICI – Come cambia la spesa delle famiglie italiane”. L’assemblea ha rappresentato un momento utile per riflettere insieme sul tema dei cambiamenti climatici, l’apicoltura e l’importanza della vendita diretta. In particolare, l’accorciamento della filiera costituisce un’ottima soluzione per cercare di aumentare la resilienza del mondo agricolo contro i danni causati dai sempre più frequenti fenomeni metereologici estremi.

Secondo i dati disponibili, negli ultimi cinque anni sono scomparsi 10 milioni di alveari nel mondo, oltre 200 mila solo in Italia. Addirittura, nel 2019 la produzione italiana del miele risulta essere dimezzata, con una perdita in termini economici pari a circa 73 milioni di euro. La sopravvivenza stessa delle api è messa in grave pericolo dall’innalzamento delle temperature in atto e rappresenta un grave problema per la salute del pianeta e per tutti noi: imprese e cittadini. Le api sono infatti fondamentali per la salvaguardia della biodiversità e senza di loro la sicurezza alimentare mondiale sarebbe a rischio; considerato che l’impollinazione della api riguarda il 70% della produzione agricola mondiale: quegli stessi prodotti che arrivano poi sulle nostre tavole.

L’intervento di Matteo Antonelli, presidente nazionale de La spesa in Campagna, ha sottolineato l’importanza di comunicare e farsi portavoce sui tavoli politici, dei gravi rischi che tutti noi stiamo correndo, con la progressiva scomparsa delle api. A questo proposito, l’apicoltura dovrebbe essere meglio tutelata e riconosciuta come funzione fondamentale di base del sistema agricolo. Il prossimo futuro rischia altrimenti di essere testimone della progressiva scomparsa delle varietà di miele, frutti e ortaggi.

In questo senso, incentivare le filiere locali, rappresenta una speranza per il futuro e soprattutto una buona pratica per cercare di mitigare, quanto più possibile, gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici. La vendita diretta, attraverso l’accorciamento della filiera,  rappresenta infatti un’ottima soluzione per tagliare le emissioni di gas serra, in particolare attraverso l’eliminazione delle intermediazioni e semplificando così anche il rapporto tra produttori agricoli e consumatori finali.

Gli eventi atmosferici eccezionali, non dovrebbero essere più definiti tali, ha commentato Dino Scanavino, presidente nazionale della CIA-Agricoltori italiani. Le api sono lo specchio del sistema rurale che viene meno e c’è più tempo da perdere. È necessario agire nell’immediato, sostenendo i piccoli apicoltori e la produzione locale; in questo i cittadini possono farsi attori protagonisti del cambiamento e contribuire alla difesa della biodiversità, acquistando il miele presso le botteghe contadine locali e scartando così la possibilità di acquistare miele di scarsa qualità o addirittura non classificabile come tale.

Di fatto, come affermato da Giuseppe Cefalo, presidente Unaapi,  tra le principali problematiche del mercato del miele, si annoverano non solo un progressivo peggioramento da 15 anni a questa parte, della produzione annuale, ma anche l’importazione di miele extra UE di scarsa qualità, che tra l’altro, per il 70% non può neanche essere definito miele, in quanto non possiede le caratteristiche stabilite dalle norme comunitarie, necessarie per definirlo tale. Si tratta infatti di miscele che subiscono processi completamente diversi da quelli utilizzati per la produzione del miele puro. Le adulterazioni per tipologia di miele stanno aumentando a causa degli scarsi controlli e la carenza di comunicazione sul tema della qualità. Le possibili soluzioni identificate durante l’assemblea a queste problematiche, possono riassumersi nell’urgenza di promuovere il lavoro sinergico delle associazioni, agricoltori e cooperative operanti nel settore dell’apicoltura, ma anche nella necessità di muoversi sul piano promozionale, politico, normativo e soprattutto repressivo nei confronti delle adulterazioni del miele proveniente dall’estero.

Per ulteriori approfondimenti:
http://www.laspesaincampagna.it/web/sictv/home

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